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L'ISOLA D'ELBA
Distante appena 10 Km dal continente, con una superficie di 224 Kmq, l'Elba è la maggiore isola dell'Arcipelago Toscano e la terza, per grandezza, delle isole italiane. Fanno parte con essa dell’Arcipelago Toscano: Pianosa, Capraia, Montecristo, Giglio, Giannutri, Gorgona
Perla dell'Arcipelago Toscano, l'isola senza confini: il mare cristallino, le spiagge e le calette, il verde della campagna, i paesini arroccati in collina, i tesori archeologici, i boschi di castagni ed altro ancora si susseguono senza soluzione di continuità.
L'Elba regala questa sensazione di molte cose in una, negli spazi brevi dell'isola si viaggia attraverso situazioni turistiche ed ambientali completamente diverse: zone asciugate dal sole e dal vento e zone verdeggianti, spiagge di sabbia dorata, di ghiaia e ripide scogliere. E' da ricordare che il territorio dell'Isola d'Elba è per una buona parte all'interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
La leggenda vuole che l'Arcipelago Toscano abbia avuto origine da un monile sfilatosi dal collo di Venere, dea della bellezza e dell'amore, caduto nelle acque del Tirreno.
In questo mito gentile si nasconde una parte di verità, perchè è indubbio che le isole dell'Arcipelago siano altrettanti frammenti di paradiso.
D'altra parte, poche altre località turistiche al mondo possono vantare un'offerta altrettanto ricca e varia nello spazio di pochi chilometri: dai fondali marini, vero paradiso del sub, alle montagne circondate da boschi secolari, dalle spiagge e le calette incorniciate dalla macchia mediterranea ai piccoli borghi di collina immersi in una quiete senza tempo.
Ogni visitatore può trovare la propria dimensione della vacanza, praticando il proprio sport preferito, concedendosi al rito dell'abbronzatura oppure andando alla scoperta di ciò che l'Arcipelago Toscano può offrire in termini di storia, cultura e gastronomia.
Per la varietà delle sue coste (che hanno uno sviluppo di 147 Km.), per l'amenità delle spiagge, per la maestosa bellezza del gruppo del Monte Capanne (mt 1019), è giustamente divenuta uno dei centri di attrazione turistica di fama mondiale
Soggetto privilegiato dai grandi pittori macchiaioli, l'Elba ospita artisti italiani e stranieri che si riuniscono in discreti cenacoli, cancelli aperti per infinite feste della memoria
Per la varietà delle sue coste (che hanno uno sviluppo di 147 Km.), per l'amenità delle spiagge, per la maestosa bellezza del gruppo del Monte Capanne (mt 1019), è giustamente divenuta uno dei centri di attrazione turistica di fama mondiale.
Sotto il profilo amministrativo, l'Elba è divisa in otto Comuni: Portoferraio, Campo nell'Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio Marina e Rio nell'Elba.
I vini famosi e la cucina eccellente, uniti al mare incontaminato, al clima mite ed alla trasparenza dell'aria, fanno dell'Elba una località di cura, soggiorno e turismo ideale in tutte le stagioni.
Ai piedi del Monte Capanne, tra Poggio e Marciana, è presente una sorgente di nome Fonte Napoleone considerata, per le sue qualità organolettiche, una delle migliori acque potabili in Italia  tanto che viene utilizzata dai cittadini e imbottigliata dalla fabbrica omonima con il logo del Parco dell'Arcipelago Toscano.
Per chi ama il golf, all'Elba  il Golf Club si trova in località Acquabona in una zona molto verde, circondata da ulivi secolari e da eucaliptus di rara bellezza.
La rete stradale principale (circa 160 Km) è completamente asfaltata. Esistono altre strade panoramiche sterrate per circa 80 Km.

LA STORIA
La Storia ha voluto che l'isola d'Elba fosse teatro di grandi eventi: non esiste civiltà del Mediterraneo che non abbia lasciato tracce rilevanti dei proprio passaggio. Natura, arte e cultura millenaria, racchiuse in un microcosmo di 224 kmq, creano un'atmosfera unica, rievocano scenari straordinari, frutto di incontri tra popoli diversi.
Secondo le narrazioni mitologiche è a Porto Argoo, l'odierna Capo Bianco, che Giasone fece tappa durante l'avventurosa ricerca del vello d'oro e, come rivela Virgilio nell'Eneide, dallo stesso porto salparono 300 giovani Elbani per portare aiuto al "Pio Enea" nella dura lotta contro i Rutuli.
Per gli Etruschi l'Elba costituì un'inesauribile fonte di ricchezza: già nell'VIII sec. A. C. sfruttavano le miniere ed esportavano il ferro in tutto il bacino del Mediterraneo, ricavandone enormi ricchezze. Sorsero così i forni che giorno e notte fondevano i minerali con alti bagliori e, come narra Aristotele, dettero origine al nome Aethalia (scintilla), attribuito all'Elba dai navigatori greci.
Dei cinque secoli di dominazione etrusca rimangono diverse necropoli, alcuni resti di forni fusori e numerosi "villaggi d'altura", inseriti in scenografie inimitabili. Al declino della potenza etrusca, i Romani ereditarono l'industria siderurgica, ma valorizzarono anche i giacimenti di granito e scoprirono i fanghi curativi delle Terme di San Giovanni, le bellezze del paesaggio ed i vini eccellenti.
"L'Isola del vino buono" diceva Plinio il Vecchio. Ecco quindi fiorire un intenso traffico di navi cariche di anfore: molte sono conservate nei Musei Archeologici di Portoferraio e Marciana e, insieme a sorprendenti reperti restituiti dal mare, raccontano tutta la storia della navigazione antica.
Nei golfi più suggestivi sorsero le grandiose ville patrizie della Linguella, delle Grotte e di Capo Castello, oggi come allora luoghi di letizia. Nel Medioevo fu la Repubblica Marinara di Pisa a sfruttare le miniere di ferro ed il granito dell'Elba: la maggior parte delle colonne che impreziosiscono Piazza dei Miracoli sono state modellate dai valenti scalpellini di S. Piero.
Del periodo pisano rimangono numerose testimonianze: le raffinate Chiese romaniche e la torre di San Giovanni in Campo, costruita su un enorme masso di granito, ma soprattutto la possente "Fortezza" di Marciana ed il maniero del Volterraio, sentinella dei monti e dei mari.
Nel 1548 fu la volta dei Medici e Cosimo I realizzò la città fortificata di Portoferraio, vero gioiello di urbanistica militare. Era così perfetta l'armonia tra mare, terra ed opere architettoniche che la nuova città fu chiamata Cosmopoli, "culla della civiltà e della cultura, esempio di equilibrio e razionalità".
Subito dopo gli Spagnoli si insediarono a Porto Azzurro e costruirono l'imponente Forte S. Giacomo, che oggi ospita la Casa di Pena, ma anche diverse cappelle ed il suggestivo Santuario di Monserrato, incastonato su una cupa montagna "dolomitica".
Nel XVIII secolo l'Elba fu contesa da Austriaci, Tedeschi, Inglesi e Francesi con frenetiche trattative diplomatiche o accanite battaglie, finché fu assegnata in "piena proprietà e sovranità" a Napoleone Bonaparte che, in 10 mesi di governo, lasciò impronte significative: costruì strade, riorganizzò l'economia mineraria, incrementò la produzione e l'esportazione dei vino.
Da un'antica chiesa sconsacrata, ricavò un grazioso teatro che, restituito all'antico splendore da un sapiente restauro, è oggi sede di importanti rassegne culturali. Al suo rientro in Francia, per i fatidici cento giorni, Napoleone lasciò due residenze, divenute Musei Nazionali e frequentate ogni anno da migliaia di visitatori.